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Spedizione all'isola di Patroklou (Grecia) "Memoria Tricolore"

                                                                                                                                

GRECIA 2011

Progetto

“ MEMORIA TRICOLORE “

RICORDARE PER NON DIMENTICARE

Spedizione Subacquea Italiana

Grecia Pireo Relitto della Nave

“ORIA”

A cura di:

“Tecnica” Centro Studi Attività Subacquee – Lecce – Centro studi e ricerche relitti “Submarina” Sezione Regionale Puglia Ass. Nazionale “Divisione Acqui”

Associazione Nazionale “Divisione Acqui”

Sezione Regionale della Puglia

L’iniziativa di condurre una cosi importante e complessa Spedizione subacquea, nasce da eventi sviluppatesi durante gli ultimi anni, e sottolineati da ricerche effettuate e notizie ricevute su avvenimenti accaduti durante l’ultimo conflitto mondiale. Dopo la straordinaria e complessa spedizione effettuata nell’Agosto del 2009 nell’isola greca di Cefalonia in collaborazione con l’Associazione Nazionale Divisione Acqui e la Marina Militare Italiana per documentare e commemorare i caduti italiani sui resti della nave Ardena, si è ritenuto opportuno continuare la nostra ricerca e il nostro interesse sui misfatti accaduti nelle isole greche. Oltre ad altre unità affondate con soldati italiani prigionieri come l’Alma e la Margherita nei pressi di Cefalonia, viene a nostra conoscenza una delle tragedie del mare a carico dei nostri soldati di immani proporzioni.

Tale evento accaduto nel Febbraio del 1944 riguarda la nave “ORIA” di cui si

conosce ben poco. L’idea di organizzare questa spedizione nasce dalla necessità di onorare i nostri soldati caduti durante l’ultimo conflitto mondiale e proseguire la nostra ricerca, facendo si che i nostri caduti possano farsi sentire. Molti episodi accaduti sia in terra ma soprattutto in mare non sono mai stati ricordati in modo adeguato dalle autorità competenti, sia per motivi politici ma essenzialmente economici, specialmente se parliamo di individuare e recuperare resti di soldati da navi affondate. Solitamente, ed è giusto che sia cosi, la nave è la tomba dei marinai, ma in questo caso come negli altri parliamo di navi da trasporto prigionieri, non con marinai ma :Fanti, Finanziari, Carabinieri e tutti coloro che con il mare avevano poco a che spartire.

Associazione Nazionale “Divisione Acqui”

Sezione Regionale della Puglia

E’ ovvio, cercare di sperare un recupero dei resti dei nostri caduti, ma almeno dargli Onore con tutti i sacri crismi penso si possa fare. Con questo non vogliamo sostituirci a nessuno, ma semplicemente Onorare la Memoria di coloro che si sono sacrificati per un valore comune la “Patria”.

L’ evento preso in esame è accaduto nel Febbraio del 1944 e riguarda la nave “ORIA” di cui si conosce ben poco.

L'Oria è stato un piroscafo norvegese, affondato nella seconda guerra mondiale con la morte di oltre 4000 prigionieri italiani. Si tratta di uno dei peggiori disastri navali della storia dell'umanità, e del peggiore del Mediterraneo. Da pochi anni, si è appreso che i resti di quegli uomini, le loro ossa, alcuni oggetti personali,giacciono su un basso fondale dell’isola di PATROKLOU fra i rottami di quello che resta del relitto del Piroscafo “Oria” e sono oggetto di ripetute incursioni e visite guidate di sub Greci.

La nave

L'Oria fu costruito nel 1920 nei cantieri Osbourne, Graham & Co di Sunderland. Era un piroscafo da carico norvegese, della stazza di 2127 tsl, di proprietà della compagnia di navigazione Fearnley & Eger di Oslo. All'inizio della seconda guerra mondiale fece parte di alcuni convogli inviati in Nord Africa, e fu lì, a Casablanca, che fu internato nel giugno del 1940, poco dopo l'occupazione tedesca della Norvegia. Un anno dopo la nave fu requisita dalla Francia di Vichy, ribattezzata Sainte Julienne e data in gestione alla Société Nationale d’Affrètements di Rouen; passò poi in Mediterraneo.

Associazione Nazionale “Divisione Acqui”

Sezione Regionale della Puglia

Nel novembre del 1942 fu formalmente restituito al proprietario e perciò ribattezzato Oria; ma subito dopo fu affidato alla compagnia tedesca Mittelmeer Reederei GmbH di Amburgo..

Il naufragio

Nell'autunno del 1943, dopo la resa delle truppe italiane in Grecia, i tedeschi dovettero trasferire le decine di migliaia di prigionieri italiani via mare. Questi trasferimenti vennero effettuati usando spesso carrette del mare, stipando i prigionieri oltre ogni limite consentito, e senza nessuna norma di sicurezza. Diverse navi affondarono, per attacco degli Alleati o per incidente, con la morte di migliaia di prigionieri. L'Oria fu tra le navi scelte per il trasporto dei prigionieri italiani. Erano le 17,40 quando il Piroscafo “Oria” partiva da Rodi verso il Pireo, nel mentre le condizioni climatiche volgevano al peggio con un vento forza 7 ed un mare inizialmente forza 5. Verso le 06,00 del 12 Febbraio del 1944 il vento raggiungeva forza 9/10 con un mare in Tempesta. Questo portò la Nave con tutto il suo Super Carico Umano,il 13 Febbraio ad incagliarsi nel Mare Egeo nei pressi di Capo Sounion, isolotto di PATROKLOU,dove i nostri soldati trovarono la loro fine. Dalle ricerche effettuate siamo riusciti a risalire e a determinare alcuni punti:

  • la nave partì da Rodi il 11/2/1944 nel pomeriggio dopo aver imbarcato 4.115 prigionieri italiani;

  • a causa del maltempo, la nave per l’impatto con la scogliera Medina è affondata durante la sera del 12.2.1944 vicino Gaidouronisi (3739 B 2359 A) a una distanza di 25 miglia dal porto del Pireo;

Associazione Nazionale “Divisione Acqui”

Sezione Regionale della Puglia

  • dei 4.115 italiani a bordo della nave sono stati soccorsi circa 20, solo 8 superstiti che hanno testimoniato;

  • alcuni cadaveri sarebbero stati seppelliti nella vicina spiaggia Caracas a3 chilometri intorno al villaggio Old Legraina, mentre quasi tutto il personale imbarcato sono stati chiusi nello scafo e quindi deve essere considerato sepolto all'interno della nave capovolta;

  • dalla testimonianza dei sopravvissuti che sono stati salvati in totale 21 tedeschi e 6 italiani;

FINALITÀ E OBIETTIVI DELLA SPEDIZIONE

“ MEMORIA TRICOLORE”

Data la mancanza di una versione unitaria e la discrepanza tra le varie testimonianze, il nostro intento è quello di ricostruire l’esatta dinamica degli eventi attraverso un indagine diretta, di tipo scientificoarcheologico.

In particolare:

Vorremmo:

  • individuare la posizione del relitto, segnalarla e compiere una documentazione accurata;

  • Verificare la inviolabilità dei resti dei soldati italiani;

  • Documentare con filmati e riprese fotografiche lo stato del relitto. e quant’ altro ci possa dire l’esplorazione.

  • Deporre una targa commemorativa a ricordo dei nostri caduti;

  • Avere la partecipazione di un’unità navale Italiana a rappresentanza dello Stato Italiano con eventuale collaborazione di sommozzatori della Marina (così come avvenuto nella spedizione effettuata a Cefalonia).

I risultati di questo lavoro saranno messi a disposizione di chiunque voglia

approfondire la conoscenza su uno dei più grandi disastri marittimi della seconda

guerra mondiale e saranno divulgati, tramite appositi seminari di studio, nelle scuole

e nelle università italiane e greche.

Associazione Nazionale “Divisione Acqui”

Sezione Regionale della Puglia

Al momento, dalle notizie e dagli studi effettuati si conosce la posizione esatta della nave “ORIA” affondata in prossimità dell’isola di Pratloclo vicino Capo Sounion, ad una profondità di circa 38mt. con un carico di 4200 soldati italiani.

Questo relitto già individuato da subacquei greci non è stato mai ONORATO di una visita da Autorità Italiane a tutela dei resti dei caduti Italiani.

L’INIZIATIVA VUOLE CONCRETAMENTE:

  • verificare la inviolabità del sito;

  • tutelare le spoglie dei nostri caduti;

  • in collaborazione con le autorità Italiane e Greche, deporre per la prima volta a cura di Italiani una targa commemorativa sul relitto dell’ORIA a memoria dei nostri caduti.

Destinatari

Il progetto è destinato a tutti gli appassionati di storia, gli studiosi e gli studenti; alle istituzioni italiane e greche, in virtù di una fratellanza che non è venuta meno neanche durante la Guerra; alle associazioni militari; ai turisti, compresi i diversamente abili, tra cui anche i non vedentì; in ultimo, ma non da ultimo, i parenti delle vittime.

Attività da porre in atto

Un approfondimento dello studio delle fonti è propedeutico all’indagine diretta che si svolgerà con la battuta dello specchio di mare antistante L’ISOLA DI PRATLOCLO tramite il supporto delle autorità del luogo e dai subacquei locali ed in caso affermativo dall’unità navale Italiana intervenuta.

Associazione Nazionale “Divisione Acqui”

Sezione Regionale della Puglia

Una volta individuato il sito, si passerà :

  • alla prospezione diretta ed alla opportuna documentazione scientifica: fotografica, riprese video, rilievi.

  • elaborazione dei dati al fine della divulgazione storica.

  • segnalazione alle autorità, di rinvenimento di resti umani al di fuori dello scafo;

  • Eventuale recupero di oggetti personali che potrebbero essere trafugati, e consegnati alle autorità competenti;

  • Messa in sito di una targa commemorativa a ricordo dei nostri caduti e dell’evento stesso.

Il Presidente Regionale

Geom.Luciano De Donno

Per chi volesse approfondire l'argomento, può visitare questo link: "Il naufragio del Piroscafo Oria"

 

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